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Molise

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Il Molise è culla d’incontro di beni ambientali, storici e archeologici ma è anche scrigno di testimonianze monumentali, natura incontaminata, mare pulito, montagne vergini, ma anche ospitalità, tradizioni e gastronomia.

Incuneata fra il Trigno e il Fortore, tra l’Adriatico, il massiccio del Matese e la catena delle Mainarde, l’intero territorio, con una superficie di 4.437,73 Kmq, è suddiviso in due provincie quella di Campobasso e di Isernia.
Il fascino del Molise è nella millenaria storia, nelle numerose emergenze archeologiche, storiche, culturali ed artistiche; nella ricchezza delle tradizioni montanare e pastorali,nelle feste e nei riti; nella bellezza delle montagne, dei boschi, dei prati, nella natura incontaminata.
Vario nei paesaggi, ricco d’arte e di storia, accogliente nelle strutture ricettive, sportive e ricreative, il Molise è un mix di combinazioni che ne fanno uno scrigno di bellezze straordinarie.

Incontrare il Molise vuol dire conoscere l’animo semplice ed aperto della gente; conoscere le feste calendariali, religiose e le sagre. I costumi, le tradizioni e la ritualità popolare molisana legata alle ricorrenze religiose, al ciclo stagionale, al lavoro dei campi segnano un forte attaccamento alla originaria cultura contadina. Molte feste religiose trovano le loro radici nei cuti pagani, nelle antiche ritualità propiziatorie e di ringraziamento e nelle sacre rappresentazioni di origine medioevale. In tale contesto si collocano i fuochi, propiziatori e purificatori della Ndocciata di Agnone e la Faglia di Oratino; le feste di Carnevale con le loro simbologie e piatti tipici, l’Uomo Cervo di Castelnuovo e la Maschera del Diavolo di Tufara; le feste di Primavera con le Carresi del Basso Molise, i Carri di San Pardo a Larino: carri trainati da buoi e adornati di fiori di carta realizzati dalle donne del paese; la Pagliara maj maj di Fossalto e la festa maja di Acquaviva Collecroce che evocano il risveglio della primavera; le Feste d’estate tra le quali le traglie di Jelsi, singolari strutture di legno sormontate da rappresentazioni sceniche realizzate con spighe di grano; la Sagra dei Misteri di Campobasso , tredici macchine animate da bambini in costume sospesi nell’aria che rappresentano scene religiose.

Incontrare il Molise significa apprezzare l’artigianato tradizionale, in cui l’abilità dei maestri artigiani riannoda memorie ataviche di lavoro nelle botteghe, nei campi, lungo i tratturi, nei vicoli: le ramere di Agnone dove i calderari ed i ramai hanno contribuito a conservare le tipiche lavorazioni per attrezzi ed utensili da lavoro e da cucina; i coltellinai di Frosolone che utilizzano un sistema di forgiatura che ricorda il tempo andato, quando gli utensili venivano realizzati ed ideati esclusivamente dalle mani del fabbro-artigiano-artista e conserva l’antico fascino di un’attività che ha avuto origini antichissime; gli intagliatori di legno che nelle lunghe attese del pascolo o durante i rigidi inverni, lavoravano pezzi legno per farne mestoli, forchettoni, recipienti per usi vari; i tessuti dei paesi slavi Montemitro, San Felice del Molise ed Acquaviva Collecroce che conservano ancora oggi ancora oggi l’uso della tessitura a mano, su telai di legno, per realizzare finissimi tovagliati che ripropongono l’originaria tradizione croata; i pizzi e i merletti a tombolo di Isernia un’arte raffinatissima importata probabilmente dalla Francia.

Incontrare il Molise significa “assaporare” una cucina legata al territorio, al ciclo stagionale, alle feste, ai riti propiziatori, agli antichi sapori, ai boschi profumati di funghi e tartufi. Vini a Denominazione di Origine Controllata, olio delle colline molisane, insuperabili formaggi e insaccati, pasta di antichissima tradizione ecco l’offerta gastronomica molisana. Una cucina che rivela una sua identità ed un forte legame con la tradizione agro-pastorale.
Incontrare il Molise vuol dire scoprire un angolo d’Italia contraddistinto da una grande varietà di altitudini, paesaggi, dalle cime innevate delle montagne alle ondulazioni collinari che degradano al mare, dalle oasi naturalistiche alle riserve MAB ai parchi ambientali.

Incontrare il Molise vuol dire conoscere la storia che testimonia l’importanza strategica che l’intero territorio ebbe durante le varie dominazioni e le varie epoche. La lunga storia del Molise ci giunge attraverso l’accampamento preistorico de “La Pineta” di Isernia, sito preistorico con testimonianze di attività umane e ricco di reperti ossei e di manufatti litici. L’accampamento paleolitico era frequentato dall’Homo erectus, l’Homo aeserniensis, il più antico uomo vissuto in Europa. Il Parco archeologico di Pietrabbondante, situato nei pressi dell’antico tratturo Celano-Foggia, fu un importante centro civile e religioso della Pentria, costruito dai Sanniti con le sue possenti mura poligonali, i templi, e il suo meraviglioso Teatro; gli esempi più immediati della presenza romana in Molise sono rappresentati da Altilia, l’antica Saepinum romana, costruita ai piedi della collina di Terravecchia, sulle rovine di un insediamento sannita, nel luogo in cui il tratturo Pescasseroli-Candela si incrocia con la strada di collegamento della pianura del Matese e da Larino dove è possibile ammirare i resti di un grandioso anfiteatro nonché resti di terme, ville sontuose con pavimenti a mosaico, frammenti di colonne, capitelli ed iscrizioni.

In campo religioso, il periodo che va dal X al XIV secolo segna una delle tappe più importanti dell’evolversi dell’architettura sacra molisana. Tra le chiese di maggiore spicco figurano il Duomo di Termoli con la sua facciata romanica e i mosaici pavimentali; l’Abbazia di San Vincenzo al Volturno maestoso complesso eretto nel 703 per opera dei monaci benedettini; la Chiesa di Santa Maria della Strada posta in agro di Matrice a cui è legata la leggenda della costruzione della torre campanaria staccata da essa per opera del diavolo; la straordinaria Chiesa di Santa Maria del Canneto in agro di Roccavivara con il sito archeologico ad essa annessodi una “villa romana”; il Duomo di Larino la cui costruzione risale al 1319, dedicata al protettore San Pardo; la chiesa di Sant’Antonio Abate di Pietracupa la cui cripta di forma rotonda e scavata nella roccia che fu sede della Santa Inquisizione ai “tempi delle streghe”.
La regione Molise, inoltre, offre fortificazioni megalitiche ed una fitta rete di cinte murarie, ruderi di castelli, di torri, di rocche che elevano, tutt’uno con la roccia, la loro mole sulla cima di una collina o di un monte. Segni architettonici e strutturali forti e decisi, i castelli molisani rimandano a memorie che sottendono la durezza epocale ed esaltano la naturale simbiosi fra l’ambiente e le stategie di dominio e di difesa assegnate a questi presidi. I castelli di Gambatesa e di Venafro con i magnifici affreschi; il Castel Monforte di Campobasso, quello di Civitacampomarano che conserva ancora oggi intatti i trabocchetti ed i locali adibiti a carcere e a torture; il Castello di Monteroduni e quello di Pescolanciano il cui ponte levatoio, le scuderie e le feritorie originali sono ben conservate rappresentano i tesori di questo patrimonio.

Il Molise affascina anche a tavola

L’area costiera del Molise, e in particolar modo Termoli, è rinomata in tutta Italia per la tradizionale zuppa di pesce: ‘U Brodett‘. Come da tradizione il pescato locale (triglie, piccole sogliole, vongole, cozze, seppioline e merluzzi) viene cotto in tegami di coccio e servito caldo con spaghettini spezzati. Nei paesi collinari le carni di maiale insaccate e conservate, ventricina, capocollo e salsiccia, vengono lavorate ancora secondo i dettami della tradizione e mantengono lo stesso sapore. A San Martino in Pensilis è possibile assaggiare la pampanella, carne di maiale cotta al forno e speziata dal sapore inconfondibile. In alto Molise, Agnone, Carovilli, Bojano, a fare da padroni sono i latticini. Mozzarelle, nodini, caciocavalli e stracciate prodotti giornalmente con latte fresco vengono distribuiti in tutta la regione ma spesso si possono visitare i caseifici, assaggiare i prodotti e acquistare direttamente dai produttori. Nei bellissimi boschi del Molise si nasconde un re, è il tartufo nero, lo scorzone, a portare gli appassionati a fare trekking e passeggiate alla scoperta della preziosa pepita. Gli amanti del vino troveranno in Molise dei veri e proprio percorsi che dalla costa alle colline gli permetteranno di assaporare il frutto dei vitigni autoctoni come la Tintilia e il Pentro o il Montepulciano, il Cabernet Sauvignon, l’Aglianico, il Greco, il Moscato e la Falangina.

2017-05-31T18:30:42+01:00